Fiori rosa, fiori di pesco….
Una canzone di Mogol e di Lucio Battisti recitava così, fiori rosa fiori di pesco, espressione rimasta nella memoria collettiva che consente in pochi secondi di riassumere e rievocare sensazioni, emozioni e ricordi di cui è intriso il testo della canzone. Fiore, come veicolo di pensieri che viaggiano nella mente di chiunque si imbatta nell’osservazione dei suoi petali e dei suoi colori, nella percezione olfattiva del profumo, unico e irripetibile. Gran parte dei fiori ha una forma circolare, una perfetta geometria che contiene un luogo circoscritto da confini magici, che tengono lontano tutto ciò che si ritiene indesiderato. Il fiore appartiene al mondo vegetale che silenziosamente accompagna la vita degli esseri umani, spesso ignari della presenza di un protagonista indispensabile alla bellezza della Natura. In realtà, tutti gli uomini e tutte le donne posseggono un giardino interno, un luogo sacro, dove si coltivano i fiori della propria esistenza, espressione della bellezza e della ricchezza soggettiva. Ci sono periodi della vita, però, in cui prevale l’insicurezza o la sfiducia nelle proprie potenzialità e si tende a ritenere che l’erba del vicino sia sempre più verde, attivando anche un atteggiamento invidioso nei confronti dell’altro, al punto di dimenticare il proprio giardino interno e non saperne cogliere le rose.
L’intento di diventare giardinieri di se stessi sarebbe funzionale alla cura, alla concimazione e alla pulizia dei rami secchi o delle erbe infestanti del giardino interno, per far sbocciare risorse sempre nuove e rinnovate nella propria esistenza. L’autonomia che si acquisisce nel saper coltivare la propria interiorità, come un giardino, diventa una garanzia per saper affrontare qualunque difficoltà che il futuro può riservare. Giardino, come luogo sicuro dove trovare rifugio nei momenti di sconforto o nei momenti in cui è piacevole ritrovarsi e rigenerarsi, come aiuola dell’anima dove non c’è bisogno di scrivere non calpestare i fiori, perché è abitato solo dal proprio giardiniere.
“Cosa saremmo, senza i nostri fiori favolosi?”, domanda che si poneva la scrittrice e poetessa inglese Vita Sachville-West nel suo bellissimo Il Giardino, e che dovremmo porci ogni giorno tutti noi.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta

