OVINDOLI E LA MONTAGNA
Arriva settembre portando con sé la necessità di rendere il rientro e l’approccio alla routine meno traumatico possibile. Come fare? Un classico adatto a tutti è il week-end lampo in montagna e, se si abita a Roma, una passeggiata a Ovindoli è quasi un must. Il passaggio dalle spiagge alla fatica della montagna è decisamente una pausa gradevole e necessaria a sostituire quello spiaggia-ufficio. La montagna si presta infatti alla riscoperta della fatica dopo il relax vacanziero. Nella fattispecie Ovindoli offre percorsi montanari adatti un po’ a tutti. Sorprendente per me è stata la scoperta che per ammirare le meraviglie di un canyon scavato dal lento passare dei fiumi non è strettamente necessario percorrere centinaia di miglia in volo.
Ad Ovindoli è infatti possibili passeggiare lungo il percorso del fiume ormai scomparso gustandosi le meravigliose pareti del canyon che si è formato negli anni. A conclusione della passeggiata il punto d’arrivo perfetto alla fonte degli innamorati, bacini di acqua gelida e limpida ottimi per rinfrescarsi dopo tanta fatica. Il più grande regalo che mi ha fatto la montagna di Ovindoli è stato il regalo del silenzio . Un silenzio che aspettavo proprio per scontrarmi con quell’idea di fatica che durante l’anno si accumula bloccandosi proprioo il giorno della partenza per le vacanze. E adesso? La montagna insegna senza possibilità di errore quanto il gusto della fatica sia direttamente proporzionale allo scopo per cui la si compie. Ore e ore di passeggiata fino ad arrivare lì, sulla vetta, quella che scorgi da lontano finchè non sei lì e, anziché volgere lo sguardo verso l’alto, al contraio guardi intorno. E tutt’intorno è solo bellezza. La percezione, l’intuizione della bellezza è l’unico scopo in grado di sostenere il peso della fatica. Un lavoro svolto in virtù di una grande promessa che è e deve essere mantenuta così da sostenere il peso dei dubbi, della limitatezza di ciascuno, della stanchezza e della rabbia. Una palestra della routine e del lavoro. Ecco cosa rappresenta la montagna. Il lavoro sostenuto dalla promessa di una bellezza incomparabile. Al ritorno, ricominciare qui, alla scrivania, è solo memoria.
Giada Martemucci 6 settembre 2016

