Un meraviglioso giardino pensile terapeutico all’interno del Policlinico Agostino Gemelli di Roma
La Fondazione Universitaria Policlinico Gemelli IRCCS di Roma, ha inaugurato da pochi giorni un giardino pensile terapeutico, unico in Italia, dedicato alle pazienti oncologiche del Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino diretto dal professor Giovanni Scambia, Ordinario di Ginecologia ed ostetrica dell’Università Cattolica e Direttore scientifico della Fondazione Gemelli. Fa parte del progetto “Exploring the therapeutic benefits of biophilic design in hospital settings” promosso dal Centro studi “ReLab” e con il coinvolgimento del Dipartimento Salute della Donna e del Bambino della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli . Questo spazio verde che è il primo in Italia è il risultato d 20 anni di ricerche scientifiche internazionali che confermano il rapporto esistente tra natura e benessere psico-fisico di pazienti e personale. Il verde è da sempre sinonimo di relax, stare all’aria aperta, a contatto con gli alberi, i fiori, le piante, camminare a piedi nudi su di un tappeto d’erba allontana l’ansia, riconcilia con se stessi e genera ricordi piacevoli. Nell’ala O, al decimo piano è stato progettato un giardino terapeutico pensile con interventi di design biofilico, che presenta un percorso multisensoriale, natured-oriented, per accelerare il recupero psico-fisico dei pazienti. Lo spazio è progettato con un” giardino d’Inverno”, delimitato da una parte da due pareti di verde verticale con muschi, licheni e piante, che ci accolgono quando il tempo è brutto, dall’altra da grandi vetrate che consentono allo sguardo di avere un contatto diretto con il giardino pensile. Qui è stata realizzata un’area riparata e protetta che consente di effettuare la chemioterapia in un ambiente più piacevole. Le pazienti saranno sedute, al riparo dal sole, su poltrone confortevoli e belle, circondate dalle piante e “distratte” da stimoli sensoriali come il rumore dell’acqua, i suoni della natura, le variazioni di temperatura dell’aria, la luce, lo svolazzo delle farfalle.
Al di là di questa stanza terrazza si trovano due diverse aree di quiete e meditazione, un sensory path, un percorso sensoriale da fare a piedi nudi che alterna sassi di fiume, legno ed erba oltre che ad un piccolo giardino acquatico con papiri e ninfee ed una fontana che permettono di sperimentare l’esperienza uditiva e tattile dell’acqua che scorre. “ In questi luoghi, ispirati alle regole del design biolifico e del design evidence based, si punta a recuperare la consapevolezza del valore terapeutico della natura, del sole, della ventilazione naturale, valore che è scomparso dalla progettazione degli ospedali nella seconda metà del XX secolo”, afferma la Simona Totaforti, Direttore Centro studi ReLab Studies for Urban Revolution. Ci auguriamo che questo giardino terapeutico, questo progetto così bello, sia il primo di tanti giardini nei luoghi di cura.

