BUONGIORNO DIGNITA’
E’ uscito sbattendo la porta. Mi ritrovo in salotto, sola, con il sole invernale che entra a fasci dalle finestre aperte. Non mi muovo, non piango, guardo il disordine consueto, i giornali sbattuti per terra, i posacenere pieni di mozziconi di sigarette. Non ho il coraggio di muovermi, non ho la forza di mettere in ordine: “Finalmente l’ho fatto! Gli ho detto tutto, l’ho cacciato dalla mia vita!” Ripenso alla nostra storia, al nostro incontro, io più che sessantenne, una sessantenne di oggi, dai capelli curati e dalla fronte liscia di botox. Lui pure sessantenne, bell’uomo pieno di successo. Al principio mi ha fatto sentire una dea: ”Sei bellissima, adoro la tua energia, adoro la tua curiosità, sei veramente una donna eccezionale, brava nel lavoro e bellissima nella vita!”
Come non cascarci, ma poco dopo sono cominciati i paragoni con le altre donne, tutte più belle e migliori di me. Io avevo sempre qualcosa che non andava: o ingrassavo troppo, oppure non ero abbastanza curata. Le altre erano più brave di me sul lavoro, io trascuravo le relazioni importanti, insomma non ero buona a nulla! Passavo le mie ore in palestra, al ristorante sbocconcellavo qualcosa, mi alzavo all’alba per truccarmi, perché’ non vedesse il mio viso gonfio e le mie occhiaie scure. Notava subito i miei capelli fuori posto e la leggera ricrescita, quindi correvo dal parrucchiere più volte alla settimana, passavo ore dall’estetista, spendevo patrimoni in creme e profumi.
Ero diventata la gioia del profumiere! Mi sono ammalata sul serio, ho subito una grave operazione e i miei capelli curati hanno cominciato a cadere a ciocche, le occhiaie diventavano sempre più blu e profonde e la mia pelle ogni giorno più trasparente. Lui mi guardava con orrore e correva via. Mi trascinavo senza forze nell’appartamento, sola, non avendo neppure la forza di pensare e il mio livello di autostima era scivolato in un baratro. Piangevo da sola, ripensando alle frasi velenose che mi aveva detto sul mio aspetto.
Un giorno, forte dell’esito positivo della terapia, mi sono ritrovata nel parco a correre col mio cane, mi sentivo bene ed ero contenta. Ho ricominciato a vedere le mie amiche, a fare colazione con loro, mangiando di tutto e fregandomene della dieta. Avevo bisogno di loro, del loro affetto, della loro solidarietà. Loro mi volevano bene senza certo commentare la mia parrucca sbilenca! Prima mi preoccupavo del tempo che dedicavo a me stessa, passavo la vita a pensare a lui, contattando estetisti e chirurghi plastici. La malattia mi ha insegnato a pensare a me stessa, a combattere una piccola guerra quotidiana e mi ha anche rafforzato psicologicamente. Ho capito che la relazione con quest’uomo era un pozzo d’infelicità, lui era un vampiro di energia che senza darmi nulla, mi sottraeva la mia linfa vitale.
Oggi ho preso il coraggio a due mani. Gli ho gridato: ”Vattene, ho bisogno di tutte le mie forze per guarire e per vivere, non importa se sarò sola, tanto ho imparato a combattere!” Nella solitudine del mio appartamento, mi guardo allo specchio, vedo una donna provata con una luce nuova negli occhi: “Nessuno potrà distruggere la mia vita”, mi dico. Suona la porta: un bellissimo mazzo di rose gialle, un biglietto: “VIVA la libertà!” mi dicono le amiche. Guardo le rose e dico a me stessa: “Buongiorno dignità!”
Ascania Baldasseroni
16 dicembre 2014

