LA FOTOGRAFIA ALLE TERME DI DIOCLEZIANO

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Fotografia e archeologia: sono questi i due principali ingredienti del nuovo format T.R.I.P.–Travel Routes in Photography. Damiano Mencarelli, Luca Salice e Veronica Gabbuti, sotto l’ala della rivista di viaggi e fotografia The Trip Magazine, hanno rinnovato l'appuntamento romano con la fotografia di viaggio nella straordinaria cornice delle Terme di Diocleziano. La prima edizione della mostra, ospitata l'anno scorso nello spazio espositivo dei Mercati traianei, ha riscosso un grande successo di pubblico con gli scatti di Simon Norfolk, che ha attraversato l’Afghanistan in guerra sulle orme del fotografo John Burke, già alla Tate Modern di Londra; Elaine Ling con i suoi giganteschi e secolari baobab e Cristina De Middel che ha documentato il surreale progetto dello Zambia di conquistare lo spazio alla stregua delle super-potenze mondiali.

Anche quest’anno la curatrice è Arianna Rinaldo, professionista freelance e direttore artistico del festival internazionale di fotografia Cortona On the Move. Cambiano gli artisti e la location. I protagonisti delle Terme di Diocleziano, che si misurano con il tema comune dell’identità, sono Peter Hugo, Narelle Autio e Alessandro Rizzi. Peter Hugo ci racconta il Sudafrica e le sue contraddizioni attraverso una serie di ritratti in bianco e nero; Narelle Autio ritrova se stessa nell’acqua blu dell'Australia; mentre Alessandro Rizzi, l’unico a varcare le soglie del suo paese natale, esplora il Giappone contemporaneo tra novità e tradizione.
L’allestimento è suggestivo e vario: alcune fotografie sono appese al soffitto su teli double-face, altre sono contenute in lightbox retroilluminati, poggiate a terra lungo il perimetro della sala o lasciate cadere lungo le mura fino al pavimento. Ancora una volta la mostra è un’occasione unica per rivivere l’archeologia classica in modo nuovo, in occasione della recente riapertura della natatio.
La fotografia esce dal tradizionale white cube e si misura con l’antico in un sottile dialogo che mira a valorizzare entrambe: la tecnica contemporanea per sua natura riproducibile e la testimonianza unica e irripetibile del nostro passato più remoto.

Giovanna Fazzuoli
21 ottobre 2014

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