RISCOPRIRE CASTEL SANT’ANGELO
Anche questa settimana torniamo a riscoprire il nostro passato antico attraverso un monumento che tutti conosciamo, ma di cui spesso ignoriamo la storia. Castel Sant’Angelo è infatti uno dei simboli della Capitale, roccaforte del potere papale. Ha subito nei secoli numerose modifiche che cercherò di riassumere per ripercorrerne le tappe principali. Adriano, imperatore dal 117 al 138, fa costruire per la sua famiglia un sepolcro monumentale sul modello di quello di Augusto, in piazza Augusto Imperatore a Roma. Il ponte Elio, costruito insieme al sepolcro, garantisce l’accesso diretto alla città.
Dalle fonti sappiamo che è costruito su tre livelli: un basamento quadrangolare e due corpi cilindrici. Marmi, pilastri, fregi e sculture rivestono il monumento all’imperatore e la sommità dell’edificio è occupata da un giardino alberato. Con Aureliano, nel 271, il mausoleo è privato delle sue decorazioni bronzee e marmoree, inglobato nelle mura e trasformato in fortezza. Poi, con la costruzione della vicina San Pietro, meta di numerosi pellegrini, nasce un piccolo borgo, fortificato da Leone IV. E’ però Papa Bonifacio IX a compiere gli interventi più drastici sull’antico monumento: erige al centro una torre quadrata e crea un fossato intorno al corpo cilindrico per renderlo ancor più inespugnabile. Poco dopo Papa Nicolò V fa costruire quattro baluardi e una modesta dimora per il pontefice addossata alla torre centrale, con una nuova cinta muraria che rende il borgo una cittadella curiale. I lavori proseguono con Papa Alessandro VI e il castello diviene una vera e propria fortezza. Ma è Paolo III Farnese a trasformarlo in sontuosa residenza con un grande appartamento pontificio che fa decorare dai migliori pittori del tempo. Oggi il castello ospita il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo che conserva le testimonianze di questo passato glorioso. Potete ancora vedere il sepolcro di Adriano nel corpo cilindrico di età romana, di cui si percorre il lungo accesso o dromos, la rampa elicoidale anticamente percorsa dal corteo funebre e la rampa diametrale fino al Cortile dell’Angelo. Un altro celebre cortile detto della Balestra, per la presenza di un’antica balestra, ospitava gli spettacoli al tempo di Leone X. Ma passiamo alla decorazione pittorica: la Sala di Apollo è uno degli ambienti più affascinanti del museo, tutta decorata con motivi a grottesche. La Sala Paolina è invece l’ambiente più fastoso con una decorazione fittissima che riveste la volta e le pareti con storie della vita di Alessandro Magno e San Paolo ad opera di Perin del Vaga e allievi. Anche la Sala di Amore e Psiche presenta un fregio ad affresco di Perin del Vaga raffigurante appunto la favola di Apuleio: la bella Psiche scatena la gelosia di Venere che chiede al figlio Eros di farla innamorare del più vile degli uomini. Eros però si invaghisce a sua volta della fanciulla e la porta con sé nel suo palazzo dove le fa visita di notte, senza mai farsi vedere. Un giorno però, mossa dalla curiosità e istigata dalle sorelle invidiose, Psiche lo illumina con una vecchia lampada, ma una goccia d’olio bollente cade sul corpo del giovane dio che si sveglia di soprassalto e fugge via. Venere sottopone la fanciulla a una serie di dure prove per riconquistare il suo amato che la sposerà infine sull’Olimpo al cospetto degli dei.
Giovanna Fazzuoli
14 ottobre 2014

