IL MAST DI BOLOGNA: UN CENTRO D'ECCELLENZA TRA INDUSTRIA E ARTE
Il weekend bolognese dell'arte moderna e contemporanea è come sempre affollatissimo e ricco di eventi. Una fitta agenda di iniziative collaterali gravita intorno ad Arte Fiera con un'offerta vasta ed eterogenea. Tra le sedi più interessanti spicca MAST – Manifattura di Arte, Sperimentazione e Tecnologia – un complesso di 25 mila metri quadrati progettato dallo studio romano LABICS, vincitore del concorso internazionale indetto dal gruppo Coesia di Isabella Seragnoli.
Il nuovo edificio sorge nella periferia di Bologna e funge idealmente da raccordo tra il tessuto del centro abitato e il mondo dell'industria, valorizzando la responsabilità sociale dell'azienda nella crescita della comunità, attraverso una Fondazione non profit che promuove la creatività artistica e imprenditoriale.
E' un centro polifunzionale che adempie a varie funzioni di carattere pubblico e privato, dedicate ai collaboratori di Coesia e alla comunità cittadina. Il pubblico può fruire liberamente i suoi spazi e godere di numerosi servizi. Un’accademia per l’innovazione offre occasioni di apprendimento in materia di tecnologie avanzate e un avanguardistico nido per l’infanzia è sede di attività didattiche e workshop per bambini di tutte le età.
La presenza di opere d'arte caratterizza fortemente l'architettura dell'edificio: “La vocazione di MAST per le arti, la sperimentazione, la tecnologia viene rappresentata anche da altri interventi scultorei come la Collective Movement Sphere di Olafur Eliasson nell’atrio, la Sfera di Arnaldo Pomodoro nell’Academy, il Coffee table di Donald Judd e la Shine di Anish Kapoor nel foyer”– racconta Isabella Seragnoli.
L'auditorium è un unicum nel panorama bolognese per capienza e potenzialità tecniche, con 400 posti per spettacoli teatrali, convegni e proiezioni cinematografiche in 3D. Il pubblico viene accolto nell'area ludico-didattica che apre la Gallery, un luogo di sperimentazione e di gioco che introduce alla tecnologia meccanica attraverso un percorso multimediale e interattivo. Lo spazio espositivo su due piani, curato da Urs Stahel, ex Direttore del Fotomuseum di Winterthur, ospita mostre temporanee della collezione di fotografia industriale di MAST, che ripercorre la storia dell'evoluzione del lavoro con oltre 1.000 scatti dei più importanti fotoartisti internazionali.
La mostra attualmente in corso presenta le immagini di Jakob Tuggener, regista e pittore, oltre che fotografo, ancora poco noto al grande pubblico a causa forse del suo carattere spigoloso che gli ha impedito di collaborare con case editrici e istituzioni museali. Il suo libro intitolato Fabrik (Fabbrica), "una pietra miliare nella storia del libro fotografico" (Urs Stahel), viene pubblicato nel 1943, in pieno clima di guerra, denunciando il potenziale distruttivo dell'industria che produce macchine belliche, anche nella Svizzera neutrale. Le fotografie in bianco e nero di Tuggener congelano istanti della vita quotidiana in fabbrica, offrendo una prospettiva inedita sul rapporto dell'uomo con il lavoro e con gli spazi industriali. Caratterizzate da una "marcata valenza espressionistica" (Urs Stahel), compongono una sequenza di immagini che ricorda il montaggio cinematografico. "Seta e macchine, questo è Tuggener", disse il fotografo stesso parlando di sé in terza persona.
La seconda parte della mostra presenta i suoi scatti mondani che raccontano l'ambiente esclusivo dell'alta società svizzera tra cene, balli e feste in maschera. Finché Tuggener era in vita, la pubblicazio
ne della raccolta fu ostacolata dagli uomini ritratti nelle sue fotografie che arrivarono a minacciarlo per questioni di privacy. "Magistrale interprete del nostro mondo, il mondo dei forti contrasti" (Hans Kasser, 1947), Tuggener si muove con disinvoltura dal mondo operaio ai salotti altolocati, attribuendo a entrambi i contesti pari dignità artistica.
Giovanna Fazzuoli
2 febbraio 2016

