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ARTE

SANTA MARIA ANTIQUA AL FORO ROMANO

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Dopo trent'anni riapre al pubblico la chiesa di Santa Maria Antiqua, un monumento di straordinaria importanza per lo studio della storia dell'arte, nascosto tra le rovine del Foro Romano. La chiesa è insieme ospite e protagonista di una mostra dal titolo «Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio», allestita in occasione della riapertura (fino all’11 settembre) per raccontare ai visitatori la storia dell'edificio, nato dall'adattamento di un complesso pagano dell'epoca di Domiziano (81-96 d.C.). Si trattava probabilmente di un vestibolo monumentale, in una posizione strategica di collegamento tra il Foro e il Palazzo Imperiale, dove già Caligola aveva costruito un ampliamento della domus Tiberiana.

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I GIGANTI DI MONT'E PRAMA

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Il 29 marzo del 1974 un gruppo di contadini cinesi intenti a scavare un pozzo d'acqua nella provincia dello Shaanxi si imbatte casualmente nei resti dell'ormai celeberrimo “esercito di terracotta”: oltre seimila sculture di soldati, cavalli, acrobati e cortigiani che vegliano sulla tomba del primo imperatore cinese Qin Shi Huang. Lo stesso marzo del 1974, sulla costa centro-occidentale della Sardegna, nel territorio di Mont'e Prama, che prende il nome da una particolare specie di palma nana, un altro contadino, questa volta nostrano, vede affiorare dei frammenti lapidei dalla terra smossa del suo campo arato.

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LE NAVI DI CALIGOLA SUL LAGO DI NEMI

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Passato alla storia come un despota folle, crudele e perfino sadico, anche grazie alle testimonianze dei suoi contemporanei, tra cui il filosofo Seneca che ne descrive il "pallore ripugnante", l'imperatore romano Caligola (Anzio 12 d.C. – Roma 41 d.C) fu condannato alla cosiddetta damnatio memoriae: ogni traccia del suo potere fu cancellata e il suo ricordo infangato per l'eternità. Caligola perseguì un programma politico e religioso di auto-divinizzazione sul modello dei sovrani orientali. Come i suoi predecessori, portò avanti un'intensa attività di propaganda, di cui troviamo traccia nelle fonti e in ciò che resta delle sue imprese architettoniche.

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MARIO E MARISA MERZ AL MACRO

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Le opere che raccontano l'attività romana di Marisa e Mario Merz sono in mostra al Macro di via Nizza fino al 12 giugno 2016. La profonda relazione che unisce i due artisti, durata oltre cinquant'anni, è fondata sull'affetto e sulla stima reciproca che hanno permesso a entrambi di sviluppare il proprio lavoro nel confronto con l'altro e nel rispetto delle differenze che caratterizzano la produzione artistica individuale: "Marisa si divideva in Marisa e Mario. Mario si divideva in Mario e Marisa. Straordinaria comunità, dove l'individuazione ha resistito all'individualismo" – scriveva il teorico e critico d'arte Tommaso Trini nel 1975. Marisa Merz, giunta ormai alla soglia dei novant'anni, continua ancora a lavorare e a sperimentare nuove forme e nuove tecniche, come dimostrano gli ultimi lavori su carta presentati al Macro.

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LA PITTURA UNIVERSALE DI PIERO DELLA FRANCESCA

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"Piero Della Francesca: indagine su un mito," in corso dal 13 febbraio al 26 giugno 2016 ai musei San Domenico di Forlì, indaga l'influenza imperitura del pittore toscano sugli artisti di tutti i tempi. Da Beato Angelico a Paolo Uccello, dai macchiaioli alla Metafisica, fino ai moderni Hopper e Balthus – di cui abbiamo parlato in un precedente articolo –, l'universalismo razionale di Piero della Francesca, massima espressione del Rinascimento quattrocentesco, ha ispirato il genio creativo di pittori e scultori italiani e internazionali.

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SPECIALE ARTE, TUTTE LE MOSTRE DEL 2016

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Dopo le grandi mostre del 2015 anche l’agenda per il nuovo anno sembra promettere bene. Già a fine gennaio si inaugura il calendario artistico con la Collezione Peggy Guggenheim che rende omaggio ai due interpreti dell’arte del secondo dopo guerra, Jack Tworkov e Claire Falkenstein dando il via alle mostre dell’anno. A rincarare la dose di contemporaneità sono i musei all’ombra del Cupolone: mentre le Scuderie del Quirinale danno spazio ai protagonisti dell’arte parmense del XVI secolo, il MAXXI apre la stagione espositiva con il poliedrico Jimmie Durham nell’inedita Sound and Silliness.

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