Lilli Gruber e il suo nuovo libro: Basta! Il potere delle donne

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Il nuovo libro di Lilli Gruber l’ho letto in una domenica di pioggia e, improvvisamente, quel grigio pomeriggio per me è diventato molto stimolante. Sono d’accordo praticamente con tutto quello che scrive in questo libro pamphlet in cui dichiara guerra agli uomini per combattere contro l’invisibilità delle donne che vengono escluse volontariamente dai ruoli decisionali e quindi contro il machismo al potere. Ho condiviso molte battaglie per i diritti delle donne soprattutto quando ero più giovane e mi sembrava che alcuni diritti fondamentali fossero ormai acquisiti, che la mentalità fosse cambiata e, comunque, fossimo ormai sulla via della parità. Ma negli ultimi anni c’è stata non solo una battuta d’arresto ma anche un ritorno al passato e questo è per me inaccettabile. Gruber ci ricorda l’effetto che ha fatto a tante donne vedere che nella foto del G20 che si è tenuto a Osaka in Giappone nel  giugno del 2019 le donne erano tre su trentotto: Angela Merkel, Christine Lagarde e Theresa May. Veramente sconsolante. Ma non basta, nell’agosto dello stesso anno nel G7 di Biarritz c’era un’unica donna: Angela Merkel. E cosa dire del linguaggio usato nei nostri confronti dai grandi della terra come Donald Trump, il sex offender per antonomasia, fino al nostrano Matteo Salvini? Qualche mattina fa a Radio 24 che io stimo e ascolto sempre, come augurio ad un noto calciatore, non ricordo se uno dei conduttori o un altro ospite, ha detto: “…e fai gol perché lo sai che chi non fa gol non tromba!” Ma si può?

Per consolarci di tanta volgarità, meglio tornare a Christine Lagarde che la Gruber cita in una bella intervista  al Guardian in cui dice che  nelle pieghe della Costituzione o delle leggi dell’88% delle nazioni sul pianeta si nascondono restrizioni alla presenza femminile. “In alcuni casi è proibito loro l’accesso a determinate professioni, cinquantanove paesi non hanno leggi contro le molestie sul posto di lavoro, in diciotto può essere loro vietato avere un impiego.”  Questo libro è pieno di testimonianze, notizie e dati che raramente vengono pubblicati. E vi lascio al piacere di leggerli.

Voglio solo ricordarvi brevemente le tre proposte finali di Lilli Gruber:

“La tecnologia a servizio delle donne, contro la violenza. Non è possibile che abbiano inventato droni capaci di colpire i nemici dall’altra del mondo, e ancora dobbiamo sentirci spaventate in un parcheggio coperto…nel dibattito sulle smart cities deve entrare con priorità assoluta il tema della sicurezza delle cittadine nello spazio pubblico.

Tolleranza zero per la volgarità sui social come in strada.

Quote rosa vere e ovunque.”

 

 

 

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