Buoni Propositi
L’anno nuovo è iniziato e i buoni propositi, formulati sul finire del vecchio anno, sono ancora presenti nella mente. A volte, sono propositi che richiedono disciplina affinché possano essere realizzati, come per esempio andare a camminare tutte le mattine prima di iniziare qualunque altra attività della giornata, insieme a una maggiore attenzione all’alimentazione, sia in termini di quantità che di qualità del cibo. Altre volte, i propositi riguardano cambiamenti dello stile di vita come, per esempio, evitare che il lavoro tolga tempo a se stessi e alla famiglia, modulandone meglio il ritmo, oppure, nel caso si fosse in pensione, porre dei confini più marcati nei confronti degli altri per evitare un eccesso di disponibilità. Buoni propositi, quindi, che richiedono dei cambiamenti importanti nella propria routine consolidata e hanno bisogno di molta energia psico-fisica per attuarli. Facile non sarà, ma impossibile non è! Da dove iniziare se non da se stessi, per avviare con pazienza e a piccoli passi il cambiamento desiderato? Inutile l’over-dose di attività e di iniziative finalizzate al raggiungimento dei proponimenti, perché quanto si chiede a se stessi non è circoscrivibile a un tempo limitato, ma a un percorso lento e lungo.
Nessun risultato è duraturo se raggiunto in pochi giorni, la pazienza deve ridimensionare il pensiero ansioso di vedere risultati immediati, portatori di gratificazione effimera. La resistenza alla tentazione del tutto e subito è prioritaria per la buona riuscita dell’intento, qualunque esso sia.Per non mandare in fumo i desideri è necessario non accendere aspettative che non prevedano un tempo rispettoso della propria indole e del proprio carattere. Questo nuovo anno finisce con il numero nove, legato alla gestazione, a tutto ciò che nasce, cresce e giunge a maturazione, superando ogni limitazione, chiudendo un ciclo e aprendone uno nuovo, per una prossima e duratura rinascita.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta

