Caro Babbo Natale
È difficile scrivere a babbo natale, quando non si ha più l’incanto dell’infanzia, per quanto si potrebbe desiderare, per cambiare o aggiungere qualcosa nella propria vita. Prevale, infatti, il senso di realtà, che rende poco credibile che qualcuno possa tradurre i desideri in veri doni, però un frammento di pensiero magico a Natale, se ci fosse, farebbe piacere. Allora, perché non recuperarlo tra le pieghe della memoria e lasciarsi andare alla possibilità che qualcosa possa accadere, magari vivendone la sensazione di appagamento, di leggerezza e di fiducia. In fondo, affinché si trovi l’energia per realizzare un pensiero progettuale è importante richiamare l’entusiasmo dell’infanzia, che non lascia spazio alle negatività e apre al coraggio di realizzare qualunque impresa. Un regalo è un dono al Re, cioè a se stessi, re e regine della propria vita, che è possibile omaggiare realizzando piccoli e grandi desideri partendo da uno stato d’animo che non si lascia appesantire dalle paure, dagli ostacoli o dalla sensazione che sia troppo tardi.
Il progetto è l’inizio di una costruzione, che non ha un tempo prestabilito di realizzazione, ma è un luogo in cui si investe il proprio intento produttivo. Piccoli passi trasformativi, possibili attraverso la consapevolezza che ognuno può essere magico per sé, basta un po’ di fiducia e di pazienza per veder realizzati i progetti che riguardano solo se stessi e migliorano la propria qualità di vita. A questo punto, è più facile scrivere a Babbo Natale, perché è come scrivere a se stessi, ma sentendosi un po’ magici.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta

