Quante primavere?
Capita di sentire persone che dichiarano la loro età contando gli anni in primavere! Come mai? Forse, perché la primavera segna un nuovo inizio, un nuovo ciclo o una resurrezione, considerando che in questa stagione cade sempre la Pasqua? In ogni caso, è come se la vita iniziasse sempre a primavera, anche se si nasce in altra stagione. La vita come una gemma che sboccia, come un fiore che si apre contando i suoi petali uno ad uno, bene prezioso da preservare e custodire. Ogni anno che passa è una primavera da cui ripartire, con rinnovato entusiasmo e creatività, con desiderio e progettualità, con armonia ed equilibrio. Ora siamo in primavera e farsi contagiare dal risveglio della Natura rende più facile percepire la rinascita della vita, come un germoglio bisognoso di nutrimento e di cura. L’apertura della corolla di un fiore è un evento magico, che dovrebbe far riflettere sulla predisposizione ad accogliere quanto giunge dall’esterno, in un momento in cui il fermento della vita che nasce si fa sentire in tutta la sua dirompenza.
La primavera, quindi, è un contenitore che dispensa semi, spore fluttuanti che si depositano ovunque, affinché tutto rinasca, ma importante è che la terra sia fertile, altrimenti il lavoro primaverile si vanifica. Per mantenere la fertilità della Terra sono necessarie, però, le altre stagioni, perché ognuna ha una funzione importante, per esempio l’estate che matura, l’autunno che raccoglie e l’inverno che conserva i frutti nati in primavera. Gli anni della vita è vero che si contano in primavere, ma si vivono in tutte le stagioni, perché ognuna riconduce a una nuova primavera dell’anima, che, come si sa non ha età.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta

