Sì, viaggiare!
Sì viaggiare, una canzone di Mogol e Battisti che sembra essere evocata in stagioni come la primavera, per il desiderio di muoversi, di camminare e perché no di viaggiare.
Il viaggio non è pura vacanza, ma è uno stato d’animo che accompagna l’esplorazione del mondo e di se stessi. La vacanza è un’assenza di routine e di quotidianità, il viaggio è un movimento statico o dinamico, ma sempre attivo. Tutti conoscono quanto lo scrittore Jules Verne riuscì a scrivere racconti ambientati dentro e fuori la Terra, senza essersi mai mosso dalla sua abitazione. Eccezionale talento, quello di Verne, per entrare nella dimensione della conoscenza al di là dell’esperienza tangibile, riuscendo ad attraversare luoghi, descrivendoli nel dettaglio, usando la fantasia. Già, la fantasia, spesso osteggiata dal pensiero razionale perché poco produttiva in termini di realizzazione di eventi concreti, anche se la fantasia è spesso imparentata con la creatività.
Per tornare al viaggio e al desiderio di andare, di incamminarsi verso luoghi sconosciuti, nel bisogno di cambiare e di osservare nuovi panorami e nuovi orizzonti, non è necessario prendere un aereo, ma anche un tappeto volante fantastico che trasporti lontano anche a due passi da casa, quando si osserva il mondo intorno a sé con occhi curiosi e quando si scoprono infiniti angoli da vivere. Sì, viaggiamo pure, con qualunque mezzo di trasporto, purché si ritorni nutriti nel desiderio di viaggiare ancora.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta

