Spaesamento
Spaesamento: un termine che sottolinea un attimo di astrazione dal contesto in cui si è immersi, al punto di guardarsi intorno e non riconoscere i luoghi, anche se familiari. Senza paese, senza riferimento, senza radice e patrimonio, condizione psichica di disorientamento che spaventa profondamente. Sicuramente tale condizione farebbe pensare subito a patologie cerebrali o psichiche, ma non sempre sono segni prodromici di deterioramento cognitivo, bensì attimi di vita estranianti, conseguenti a forti emozioni. Lo spaesamento giunge quando psicologicamente si rifiuta di essere nel luogo dove si è, per sofferenza e dolore, sentendo una forte spinta a non essere in quella dimensione, che fa cadere una nebbia cognitiva nella mente. Lo spaesamento può durare solo pochi secondi, ma sufficienti a rendere più dirompente il ritorno alla realtà da affrontare. Un attimo di interruzione di energia e congelamento di qualunque azione, che produce un corto circuito in cui tutto si ferma e si sospende, per entrare in una bolla protettiva autoprodotta.
Una consonante sibilante che rapidamente toglie sicurezze e certezze al paese psichico, in cui si abita abitualmente, ma che, fortunatamente, si elide altrettanto rapidamente, per restituire la giusta comprensione del vissuto del momento. Attimi fluttuanti della mente, appartenenti alla sfera emotiva, che riconducono alla dimensione umana, vulnerabile e sensibile, quasi a ricordare che, a volte, un impercettibile segmento di vita può, anche, tradursi in un momento di spaesamento.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta

