Anni ‘20
Il riferimento agli anni ’20, piuttosto che far pensare al 2020, anno appena iniziato, riporta indietro di cento anni, al 1920. Sicuramente, nell’immaginario collettivo gli anni venti, del millennio scorso, si sono consolidati per gli accadimenti legati alla politica, alla letteratura o alla pittura, quindi anni intrisi di storia. I nuovi anni ’20 devono ancora essere scritti, vissuti e narrati, di conseguenza sarebbe utile essere consapevoli di quanto sia importante, per la memoria dei posteri, ciò che si va costruendo oggi, affinché i protagonisti dell’attuale decennio siano conosciuti nel tempo nella loro essenza. Nelle librerie o nelle biblioteche si incontrano scrittori dei trascorsi anni venti, per le strade delle città ancora si vedono edifici costruiti in quell’epoca, così come le opere d’arte si possono ammirare nei musei o nelle gallerie, quindi è un periodo molto presente nella memoria, ma anche nella testimonianza tangibile di quanto fu prodotto.
Anni venti lontani, ma più vicini di quanto si possa immaginare, quindi, leggerli, osservarli e studiarli, per vivere più consapevolmente gli anni venti che ci apprestiamo a percorrere, anche attraverso la memoria di chi è nato in quegli anni e può ancora raccontarli. Tanti sono gli over che hanno nel loro anno di nascita il venti, quale migliore opportunità per invitarli a narrare, a ricordare un segmento di vita, affinché rimanga impresso nella memoria collettiva per arricchirne il bagaglio e per tramandarlo al futuro prossimo.
Sira Sebastianelli
Psicologa-psicoterapeuta
www.sirasebastianelli.it

