LUNGA VITA AL PICCANTE
Mangiare piatti piccanti regala qualche anno in più, aiuta a dimagrire, accelerando il metabolismo e allevia il dolore. Un’aggiunta di peperoncino a ciò che mangiamo favorisce infatti a dimagrire stimolando il metabolismo, riducendo l’appetito e bruciando i grassi. Il peperoncino era già da tempo sospettato di possedere 'virtù’ dimagranti perché fa riscaldare il corpo aiutandolo a bruciare calorie. In un recente studio è stato dimostrato dai ricercatori dell'Università della California a Los Angeles le proprietà di una sostanza, presente in molti peperoni e peperoncini dolci, la diidro capsiato (Dtc), che è analoga alla capsaicina (ciò che rende piccanti i peperoncini) ma meno piccante.
I test sono stati condotti su 34 persone con problemi di sovrappeso che hanno consumato un pasto ipocalorico per 28 giorni. Circa metà dei partecipanti hanno assunto una pillola contenente Dct, altri una pillola placebo, alla fine del test è risultato che chi aveva ingerito la pillola con Dtc aveva avuto ogni giorno un dispendio maggiore di energia e quindi di calorie rispetto a chi aveva assunto il placebo. Inoltre sempre grazie alla capsaicina si prevengono fattori di rischio delle malattie cardiovascolari. Spiega il cardiologo Filippo Cauti: “I capsaicinoidi hanno diverse proprietà benefiche, riducono i livelli di colesterolo cattivo nel sangue e inibiscono un gene che fa contrarre le arterie, così si previene il colesterolo alto, fattore di rischio delle malattie cardiovascolari e il flusso sanguigno scorre anche più facilmente, con un maggior apporto di sangue e dunque di nutrienti ed ossigeno ai tessuti.” In un'altra recente ricerca dell’Università della California pubblicata sulla rivista scientifica internazionale “Cell”, gli studiosi hanno scoperto diversi studi su topi di laboratorio basandosi su quanto accadeva a quelli a cui veniva fermato un particolare recettore il Trpv1. Grazie al peperoncino ma anche altre erbe aromatiche infatti nell’organismo si crea un effetto positivo che blocca la percezione del dolore, che fa generalmente aumentare la sopravvivenza. Hanno così scoperto, che questi ultimi vivevano più a lungo e stavano meglio in salute. “Abbiamo ipotizzato che agire sul recettore del dolore servisse non solo per porre fine a delle sofferenze ma anche per regalare più anni” sono le parole di Andrew Dilin ricercatore dell’Università della California. Il processo di invecchiamento delle cellule sembra essere strettamente correlato. Nello studio è stato messo uno stop al recettore del dolore attraverso un procedimento di ingegneria genetica. Secondo gli studiosi questo meccanismo può essere innescato mangiando spezie piccanti che sono una naturale fonte di capsaicina, il principio attivo che blocca il sentire il male ” introdurre regolarmente questa nel nostro organismo- assicura Dilin aiuta sicuramente a prevenire problemi metabolici legati all’età ed ad aumentare la longevità”. Le proprietà benefiche di piatti a base di peperoncino sono infinte hanno anche proprietà antibiotiche, antibatteriche e antiossidanti ad opera dei flavonoidi, sono anche molto utile nella cura di raffreddore, bronchite e sinusite. Quindi mangiare piatti piccanti regalerebbe qualche anno in più, grazie alla paprika, al peperoncino e ad altre erbe aromatiche!
Beatrice Viola
3 giugno 2014

