LE VIRTU’ TERAPEUTICHE DEL CARCIOFO

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La primavera è la stagione per eccellenza del carciofo, cynaria scolymus. I greci lo chiamavano Kinara, i romani cynara, il nome attuale deriva invece dall'arabo al kharshuf. Sconosciuto allo stato selvatico deriva da selezionamenti del cardo, gustoso e versatile ortaggio alla base di tante ricette. Preceduti da qualche eccezione – come la varietà precoce del Carciofo Tondo di Paestum - tra aprile e maggio arrivano in tavola i carciofi più prelibati, spesso festeggiati da sagre e feste a loro dedicati. La coltura del carciofo è diffusa maggiormente in alcuni Paesi del Mediterraneo, soprattutto in Italia, ma anche in Francia e Spagna, mentre è poco nota in molti altri Stati. La Sardegna è la regione che maggiormente si caratterizza per la coltivazione e il consumo di questo ortaggio.


E’ noto fin dall’antichità grazie alle sue proprietà: “I carciofi rappresentano una vera e propria miniera di principi attivi e vantano particolari virtù terapeutiche. Hanno pochissime calorie, sono molto gustosi ed hanno molte fibre, oltre ad una buona quantità di calcio, fosforo, magnesio, ferro e potassio. Sono dotati di proprietà regolatrici dell’appetito, vantano un effetto diuretico e sono consigliati per risolvere problemi di colesterolo, diabete, ipertensione, sovrappeso e cellulite. Sono anche molto apprezzati per le caratteristiche toniche e disintossicanti, per la capacità di stimolare il fegato” spiega la dottoressa Eugenia Magnanimi.
Continua l’esperta: ”Grazie alla cinarina, una sostanza dotata di una specifica epatoprotrettrice è anche capace di abbassare il colesterolo”.
Importante è però il modo di cucinarli: “La bollitura favorisce, infatti, il passaggio della cinarina nell’acqua di cottura, che poi viene buttata, meglio quindi mangiarli crudi o cotti nell’olio”.
In uno studio pubblicato su “Nutrition and Cancer” si evidenzia che i polifenoli del carciofo possono contrastare l’azione ossidativa dei radicali liberi e interferire con i processi molecolari che inducono la trasformazione tumorale. Sono stati monitorati alcuni volontari sani che avevano consumato un pasto a base di carciofi cotti e per la prima volta è stato riscontrato in esseri umani che le molecole bioattive presenti nel carciofo, hanno la capacità di trasferire in circolo i suoi componenti attivi. Per questo gli scienziati si dimostrano moderatamente ottimisti nel credere alle possibilità protettive delle sostanze del carciofo per quanto riguarda le patologie tumorali.
Una curiosità: il carciofo una volta cotto, si altera immediatamente, sviluppando svariate tossine; pertanto è consigliato consumarlo subito. È bene inoltre sapere che è tanto più digeribile quanto meno a lungo è stato cotto.

Beatrice Viola
14 maggio 2014

 

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