La psiche nell’orto
Il re dell’orto è il basilico! Eletto all’unanimità dalla storia etimologica del termine.
Basilico, infatti, dal greco basilikon ha il significato di regio e da qui (erba) regale.
Le foglie del basilico, tra l’altro, sono state utilizzate per la preparazione dell’acqua vulneraria, per curare ferite e per tenere lontano gli spiriti maligni in popolazioni tribali, attribuendo alla regale erba poteri magici. Il basilico, che, con il suo profumo penetrante, si fa indispensabile negli usi e costumi di ogni cultura, affonda le sue radici nella terra e nella storia dell’essere umano. Anche il termine Basilica ha la stessa radice di basilico, con il significato di portico regio che in passato indicava edifici pubblici destinati al commercio e in seguito ai luoghi di culto. Ma la psiche che nesso ha con il basilico? Anche la psiche ha un suo potere terapeutico, non ha foglie verdi, ma è la regina che veglia sull’esistenza di tutti ed è dentro qualunque attività fisica o mentale. Vive nel nostro orto interno e va coltivata e nutrita. Nell’età over, paradossalmente, la psiche passa in secondo piano quando i problemi fisici assorbono i pensieri e inibiscono l’ascolto interno, ma la soglia dell’attenzione non dovrebbe mai abbassarsi, perché la psiche è l’erba regale dell’orto, capace di produrre l’acqua vulneraria che può lenire, oltre che aiutare a sostenere, la sofferenza psico-fisica.
Nell’età over, tra l’altro, la sofferenza psichica è vissuta in silenzio, per timore di non essere compresi oppure per pudore, pensando che non sia opportuno condividere con altri un malessere che non sia organico. L’imbarazzo di comunicare il disagio psichico lo lascia senza rimedio, impedendo l’accesso a quell’orto interno dove regna la psiche, cui dare ascolto e ricevere indicazioni utili per la propria guarigione.Senza paura, quindi, usiamo il basilikon psichico per condire la vita di colore e di profumo, specialmente quando ci si sente più tristi, impotenti di fronte alle difficoltà, inascoltati, incapaci di reagire e alla ricerca di un irraggiungibile sguardo empatico.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeut

