ACQUA
Nel cuore della stagione estiva il desiderio più ricorrente è quello di recarsi in prossimità di fonti d’acqua. Le vacanze si scelgono, spesso, vicino ai laghi, ai fiumi o alle zone marine, forse, perché il caldo richiama il desiderio di trovare refrigerio in luoghi dove le particelle d’acqua inebriano l’atmosfera. L’acqua è un bene prezioso, insostituibile e primario per la sopravvivenza della vita, ma a volte dimenticato, perché facilmente reperibile e di conseguenza scontato. È un’ acquisizione ormai diffusa che l’essere umano viva per nove mesi all’interno di un liquido che lo contiene e lo protegge, lasciandolo fluttuare nella cavità uterina in libertà e pace, finché una cascata di stimoli lo conduce nella vita, seguendo il richiamo del mondo circostante. L’acqua, quindi, è vitale, produce energia al solo sguardo, perché si muove, non è mai uguale a se stessa, riflette i colori della Terra e si ripropone sotto molteplici forme. Gli esseri viventi sono dipendenti dall’acqua, non possono farne a meno e l’over ancora di più.
L’acqua è benefica, aiuta l’organismo umano a tenersi in salute, la disidratazione è in agguato se si sottovaluta la sete o non la si percepisce, come accade negli over, producendo squilibri anche psicologici. L’idratazione del corpo è fondamentale, bere un bicchiere d’acqua è come porsi sotto una cascata purificatrice, che porta via scorie e zavorre che appesantiscono anche l’anima. L’over è più sensibile al bisogno dell’acqua, cui però deve pensare e non solo quando c’è la pillola da prendere, perché lo stimolo della sete può sfuggire, allora, avere un bicchiere a portata di mano, per piccoli sorsi costanti e periodici, è come indurre il ricordo di un elemento vitale nel quale non si può più fluttuare per nascere, ma si può navigare per rinascere e per vivere.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta

