LA VIA DELLE SPEZIE
Il rosso dei peperoncini appesi ad un grappolo nelle piazze dei nostri paesi e lungo le baie dei nostri mari del sud, i mille aromi e i mille colori dei vicoli del Marocco dove le ceste odorose si tingono del giallo della curcuma, del sabbia del cumino e del rosso violento della paprika. L’intensa fragranza dei mercati indiani dove, insieme al gelsomino, si mischiano il caldo profumo di cannella, zenzero e curry. Ma anche a Nord, nelle piazze di Lubecca oppure di Oslo si avvertono effluvi caldi di spezie che si diffondono nell’aria fredda dei mercatini di Natale.
Chi ama viaggiare sa che i profumi, come la musica, raccontano un ricordo, sa che per ritrovare l’emozione di un luogo, basta ritrovarne l’aroma. Del resto il rapporto fra spezie e viaggi e la passione per gli aromi in cucina, oggi una tendenza attualissima, si perde nella notte dei tempi. L’abitudine d’insaporire cibi e bevande con erbe era diffusissima in epoca antica, i più ricchi però, in Egitto come in Grecia oppure a Roma, facevano arrivare fragranze ricercate da terre lontane. Fu infatti la bramosia delle spezie a spingere navigatori e mercanti a cercare vie alternative alle Indie. Colombo scoprì cosi l’America. L’America aprì una nuova via alla cucina del Vecchio Mondo, aggiungendo nuove spezie, ma anche prodotti come i tuberi di patate e il pomodoro. Inoltre la noce moscata e anche i chiodi di garofano. Peperoncino, pimento, pepe rosa, vaniglia: note calde che sbarcarono al di qua dell’Oceano e che sono diventate parte integrante della gastronomia europea. Così, anche se oggi alcune spezie come il pepe e lo zafferano sono ingredienti quotidiani sulle nostre tavole, mantengono intatto il loro carico di suggestioni. Le spezie attraverso il loro profumo ci parlano di paesi lontani, ci descrivono paesi e culture e mettono in comunicazione mondi tanto distanti fra loro. Quando si sceglie di cucinare con le spezie si racconta una storia, un viaggio attraverso terre ed epoche, una storia che attraversa il mare e che si conclude sulla nostra tavola e il profumo inebriante ci regala anche il sapore della storia.
Ascania Baldasseroni
14 aprile 2015

