DA VEDERE STASERA: LA TERRAZZA DI SCOLA NON CERCA LA GRANDE BELLEZZA

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Dopo il clamore dell’oscar, della celebrazione della città eterna e dell’arte del duo Sorrentino/Servillo, ora, forse, possiamo tornare a ricordare quel gruppo di intellettuali che al richiamo ripetuto della borghese padrona di casa danno il via al eclissato capolavoro di Ettore Scola: La Terrazza. Solo in pochi ne hanno riconosciuto i rimandi, la nostalgia, quel ritratto di una intellighenzia delusa ma ancora illusa dei salotti romani. Gli intellettuali di una Rai decadente compromessa dall’onda holliwoodiana, innovativa sulla scia del nuovo femminismo tutto italiano.

Come non riconoscere quei baluardi di un comunismo da lettere di propaganda e non più di ideali che attento vigila sull’ipocrisia dei propri adepti. Intellettualismo deluso, amicizia di facciata, una Roma decadente, una società connotata da individui isole e non più da popoli. Mogli emancipate, mariti isolati e grotteschi. C’è tutto.
Tutto quanto a cui abbiamo applaudito durante le proiezioni della grande bellezza. Ma con La terrazza, l’amaro che resta non è un pizzicorio nostalgico, il gusto è molto più forte e duraturo. Gli uomini di Scola non declamano una delusione temporanea, la loro è una nostalgia permanente. Lo sceneggiatore ossessionato dal produttore Ugo Tognazzi non può più scrivere, non può. Non sa far ridere. Cosa resta all’intellettuale la cui verità è diventata obsoleta se non l’ironia, e laddove manchi ecco che inevitabile sopraggiunge la pazzia.
“Perché non hai più scritto un libro?”
“Perché cercavo la grande bellezza”
Una risposta semplice che racchiude l’unico elemento salvifico di una status quo che in null’altro distingue i vari Tognazzi, Mastroianni, Gassman dal Servillo/ Gambardella che ci propone Sorrentino.
La Terrazza ha solo dimenticato la grande bellezza, le inneggia nostalgicamente il richiamo, ma non la cerca. L’oscar è all’inestinguibile desiderio umano che non soccombe al crollo ideologico ma cerca incessantemente l’ideale.

Giada Martemucci

19 aprile 2016

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