FERMIAMOCI AD ASCOLTARE I SUONI
Qual è il confine tra suono e rumore? La risposta sembra facile, ma le variabili che intervengono nella percezione di un suono o di un rumore rendono più complessa la risposta. Sarebbe interessante potersi soffermare su ciò che si sta sentendo in questo momento intorno a sé e cercare di riconoscere…… suoni……… rumori…………! Se sono suoni o rumori dipenderà da molteplici fattori, per esempio se si è stanchi o se si ha un’emicrania qualunque suono potrebbe trasformarsi in rumore, se invece si è calmi e riposati qualunque rumore, pur non diventando un suono, potrebbe non disturbare eccessivamente, riuscendo anche ad essere tollerato.
Il mondo in cui vivono gli esseri umani è naturalmente dotato di molteplici suoni che spesso sono sovrastati dai rumori che sgorgano da migliaia di fonti di disturbo cui è costellata la vita quotidiana, dal traffico alle sirene delle emergenze, dalle porte che sbattono alla musica troppo alta dei vicini di casa, dalla pioggia battente che non accenna a diminuire agli schiamazzi notturni di giovani mai sazi per tornare a casa. Eppure, capita di riuscire a sentire cinguettii di uccelli o fronde di alberi scosse dal vento! Un miracolo? Forse no, è solo la capacità di selezionare i suoni tra i tanti rumori, perché in quel momento lo stato d’animo ben disposto consente di coglierli, nonostante tutto. In fondo, è come se ogni giorno ci si immergesse in un mare di suoni le cui onde ci attraversano, facendo vibrare altre corde interne che attivano pensieri, immagini e sensazioni. Allora, perché non provare ogni tanto a fermarsi un momento e ascoltare con intenzione ciò che si sente dentro e fuori di sé, senza essere passivi a ciò che colpisce il timpano dell’orecchio, ma attivi nel riconoscimento delle sensazioni suscitate? Questo semplice esercizio può aiutare a vivere più coscientemente quanto ci accade nel mare delle onde sonore in cui nuotiamo, senza averne consapevolezza.
Sira Sebastianelli psicologa-psicoterapeuta
22 NOVEMBRE 2016

