FERMIAMOCI AD ASCOLTARE GLI ALTRI
I verbi comunicare, sentire e percepire sono come fiumi che confluiscono nel grande mare del verbo ascoltare. Perché ci sia ascolto, infatti, è necessario percepire con le emozioni e sentire con le sensazioni parole e silenzi che attraversano non solo i nostri orecchi, ma la nostra anima. Silenzi e parole sono come le note e le pause che si trascrivono sul pentagramma per creare una partitura musicale armoniosa, nel rispetto della tonalità e del tempo, per tradurre al meglio quanto la composizione vuole comunicare a chi ascolta. Perché ci sia buon ascolto di sé e degli altri è necessario fermarsi, per entrare in una dimensione scevra da rumori di fondo che disturbano il fluire delle emozioni e delle sensazioni.
La possibilità di concedersi un tempo per l’ascolto significa non farsi distrarre dai mille impegni quotidiani che assorbono energia, al punto di essere stanchi e indisponibili ad accogliere richieste di attenzione non solo da parte degli altri, ma anche da parte di sé stessi. Si può ascoltare l’altro se si è in grado di ascoltarsi, creando quei canali interni che aiutano la coscienza a sintonizzarsi sulle frequenze che consentono di ricevere il segnale forte e chiaro della sfera emotiva e comprenderne il messaggio. L’incomprensione spesso nasce dalla mancanza dei suddetti canali, che convoglino verso l’interno quanto si ascolta per poterne elaborare il senso e restituire empaticamente all’altro la sensazione di essersi sentito accolto nel suo bisogno. L’empatia è la capacità di mettersi “nei panni dell’altro”, ma per farlo è necessario conoscere i propri “panni”, per non confondere se stesso con l’altro e ascoltare solo ciò per cui si è più ricettivi a scapito di una comprensione profonda. Tutto ciò sembra complicato, ma sarebbe sufficiente fermarsi, senza paura, e accogliere l’altro, nel suo desiderio di comunicare. L’altro, nella sua diversità, è sempre un arricchimento che deriva dalla condivisione e dalla solidarietà della necessità umana di sentirsi accolti e confortati nelle paure che la vita porta con sé. Gli over più di altri sentono il bisogno di essere ascoltati in un mondo troppo rumoroso che né si ferma né abbassa i decibel, ma importante è non isolarsi cercando, comunque, l’altro, per educarsi, reciprocamente, all’ascolto attraverso le emozioni.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta
29 novembre 2016

