CHE ORE SONO?
Che ore sono? Quante volte ci poniamo questa domanda durante il corso della giornata? Forse è talmente automatico guardare l’orologio o il display del telefono che non si ha memoria del numero di volte in cui l’ora è sempre sotto controllo. Al di là della sveglia mattutina, spesso la giornata è accompagnata da altre sveglie, con suonerie di vario genere, che delimitano il tempo oltre cui non si può andare per prendere la pillola quotidiana o per essere puntuali a un appuntamento, al punto di non rendersi conto che il tempo è cadenzato da rintocchi antichi in pendoli digitali.
A questo punto proviamo a scoprire insieme quanto gli over possono essere condizionati dall’orologio! 1)L’ora del pranzo o della cena è flessibile in base alla fame o è sempre la stessa in base alla regola consolidata? 2)Si è abituati a portare l’orologio anche in vacanza? 3)È stata mai vissuta una giornata in piena libertà senza conoscere l’ora esatta, ma ascoltando solo il tempo interno? 4) Quando dormite, togliete l’orologio? 5)Vivere il tempo senza le ore sembra un paradosso? Se nel rispondere vi siete calati nella situazione evocata e avete avuto un senso di disorientamento o lo slancio a fare un’esperienza fuori dal tempo, sicuramente l’orologio è una presenza indispensabile su cui sarebbe utile riflettere per non esserne troppo condizionati. Le cadenze orarie, in fondo, servono al reciproco rispetto del tempo proprio e degli altri, oltre a poter convivere con il resto dell’umanità, però, ogni tanto, sarebbe utile allentare un po’ la stretta del quadrante dell’orologio per vivere l’ebbrezza della libertà, sapendo che in qualunque momento le lancette torneranno a cadenzare i passi, i pensieri e i ritmi della vita. Sira Sebastianelli psicologa-psicoterapeuta 30 maggio 2017

