LA CERTOSA DI SAN LORENZO A PADULA
Complesso architettonico tra i più significativi del Settecento nell’Italia meridionale, la Certosa di Padula, in provincia di Salerno, primeggia per le sue dimensioni grandiose. Con una superficie di circa 52 mila metri quadrati, 320 camere, 13 cortili, 500 porte, 28 celle e due cimiteri, è uno dei monasteri più grandi del mondo. Il primo nucleo della Certosa nasce nel 1306 con la donazione del conte Tommaso II Sanseverino all’ordine certosino, fondato da San Brunone e sostenuto dagli Angioini, che contribuirono alla costruzione di altre tre certose, oltre a quella di Padula. Restano però solo pochi elementi della costruzione originaria.
La Certosa era suddivisa in due zone: la “casa bassa", che aveva contatti con il mondo esterno ed era attrezza con locali di servizio, e la "casa alta", riservata alla comunità di padri. Il cinquecentesco Cortile della foresteria, affrescato dal pittore napoletano Domenico Gargiulo con un finto portico in trompe l'oeil, conduce alla Chiesa attraverso un elegante portale di cedro del Libano, decorato con scene sacre tra cui il martirio di San Lorenzo. La Chiesa, divisa in due da una parete che isolava la zona riservata ai padri di clausura, è caratterizzata da un coro ligneo decorato a intagli e intarsi e da meravigliosi altari cosiddetti "in scagliola", con inserzioni di pietre dure e madreperla.
I monaci, che conducevano una vita di isolamento nella solitudine delle loro celle, si incontravano in Chiesa tre volte al giorno e nel refettorio nei giorni di festa, per mangiare sì insieme, ma in rigoroso silenzio. I cibi venivano preparati nella cucina, ben visibile ancora oggi con il piano cottura e la colossale cappa della fornace. E' qui che i monaci avrebbero realizzato la leggendaria frittata di mille uova per il suntuoso banchetto di Carlo V.
Ma è soprattutto il Chiostro grande, sviluppato su due livelli per una superficie di circa quindicimila metri quadrati, a colpire i visitatori per le sue notevoli proporzioni. Il pianterreno porticato accoglie le celle dei padri certosini, mentre la galleria del piano superiore era utilizzata per la passeggiata settimanale. Un monumentale (e costosissimo) scalone ellittico a doppia rampa, con otto grandi finestroni, unisce i due piani del chiostro e si apre sul paesaggio circostante. Naturalmente non poteva mancare la biblioteca, che custodiva decine di migliaia di volumi ed era accessibile da una straordinaria scala elicoidale di fine Quattrocento, incredibilmente priva di montante centrale. Sotto il pavimento d'ingresso alla biblioteca sono stati ritrovati diversi gusci di tartaruga allineati in ordine di grandezza crescente, come per indicare il percorso lento e graduale verso la conoscenza.
Patrimonio dell’Umanità dell'UNESCO dal 1998, la Certosa di Padula è stata sede di importanti iniziative, tra cui la manifestazione triennale di arte contemporanea Le Opere e i Giorni, ideata da Achille Bonito Oliva. Le opere raccolte nel corso della rassegna sono allestite nelle celle dei monaci certosini e sono in parte visitabili nei giorni di venerdì e sabato, alle ore 11 e 16.
Giovanna Fazzuoli
8 settembre 2015

