IL MITREO BARBERINI

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Il cosiddetto Mitreo Barberini è un luogo di particolare interesse per lo studio del mondo romano grazie all'eccezionalità dei suoi affreschi che illustrano il mito del dio Mitra. Sono più di venti i mitrei rinvenuti nei sotterranei di Roma, ma nessuno vanta una simile decorazione pittorica. Solo quelli di Marino e Capua possono essere paragonati al Mitreo Barberini per l'estensione e lo stato di conservazione delle loro pitture. L'architettura, gli arredi e le decorazioni, prevalentemente scultoree, dei mitrei italiani ci forniscono una serie di importanti indizi sul mistero del dio Mitra e dei culti a lui dedicati

. Si tratta sempre di ambienti sotterranei, che alludono alla grotta natale del dio. Il Mitreo Barberini è una sala rettangolare di 12 x 6 metri circa, coperta da volta a botte e fornita di sedute per un numero molto limitato di persone. Infatti, solo gli iniziati potevano partecipare al banchetto rituale in onore del dio. Il mitraismo romano era un culto misterico fondato su una gerarchia iniziatica di sette gradi, un viaggio di purificazione per raggiungere il massimo grado di conoscenza, attraverso gli stadi di Corax (corvo), Cryptius (occulto), Miles (soldato), Leo (leone), Perses (persiano), Heliodromus (corriere del Sole) e Pater (padre). L'origine del nome Mitra è indo-iranica, ma il carattere misterico del mitraismo nasce in seno alla cultura greco-romana, secondo modalità ancora non chiare, proprio a causa della segretezza del culto.
Già associato alla luce nel mondo orientale, Mitra è anche garante del rispetto e della fedeltà nei patti e nei giuramenti. Il mondo romano entrò in contatto con il mitraismo orientale quando, nel 67 a. C., Pompeo fece deportare i pirati di Cilicia, dediti al culto di Mitra, perché creassero delle comunità stanziali. Più che in Grecia, il mitraismo attecchì in Italia e nelle provincie nordiche di Dacia, Germania e Britannia, dove fu diffuso dalle guarnigioni militari, a partire dalla fine del I sec. d. C. Il mitraismo interessò progressivamente la sfera pubblica, abbandonando il carattere strettamente misterico per identificarsi con il culto del Sole.
Il ciclo pittorico del Mitreo Barberini ruota intorno alla scena centrale del taurobolio, l'uccisione rituale del toro da parte di Mitra, che rovescia all'indietro la testa dell'animale per tagliargli la gola. Dal sangue del toro, simbolo di energia vitale, di cui si nutrono il cane e il serpente, anch'essi animali simbolici, nasce la vegetazione del mondo. Uno scorpione attacca i genitali del toro, mentre due figure, Cautes e Cautopates, tengono ciascuno una fiaccola, rivolte rispettivamente verso l'alto e verso il basso, in rapporto con l’aurora e con la primavera la prima, con il tramonto e l’autunno la seconda. Come di consueto, Mitra è rappresentato in età adolescenziale, senza barba e con i capelli ricci, coperti da un cappello frigio.
Indossa vesti orientali e un mantello rosso svolazzante. La scena è sormontata da un arco formato dai simboli dei segni zodiacali e dalle personificazioni del sole e della luna, a sinistra e a destra della composizione. Si tratta di elementi canonici che accompagnano tutte le rappresentazioni del dio, ma la particolarità di questo affresco sta nei quadretti con scene del mito che incorniciano la rappresentazione centrale. Tra queste: Giove con il fulmine, che simboleggia la vittoria dell'ordine e della legge; Saturno, poi indentificato con il dio greco Kronos; il banchetto rituale di Mitra e Sole, che si cibano delle carni del toro; e infine l'ascesa al cielo di Mitra, che dopo aver sconfitto il Sole ne acquisisce gli attributi.
Le somiglianze, molto discusse, con il Cristianesimo, sono messe in luce, tra gli altri, da Tertulliano, che descrive la cerimonia mitraica della corona come "un mimo del martirio": "Gliela si posava sulla testa, e quello, con la mano, doveva respingerla e farla passare sulla spalla, dicendo: 'Mitra è la mia sola corona'." Il Mitreo si trova in Via delle Quattro Fontane 13 ed è aperto il secondo e il quarto sabato di ogni mese con un calendario concordato con la Soprintendenza alle ore 10 per i singoli e ore 9 e 11 per gruppi. Per informazioni chiamare lo 06 39967700.

Giovanna Fazzuoli
5 aprile 2016

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