IL MAGICO GIARDINO DI NINFA

0
0
0
s2sdefault

Magnolie, betulle, aceri giapponesi, ciliegi e meli in fiore. Sono solo alcune delle oltre 1300 varietà di piante presenti nel giardino di Ninfa, in provincia di Latina, tra i comuni di Norma e Sermoneta. Le rose rampicanti si intrecciano alle rovine; quelle arbustive adornano i ruscelli e i sentieri creati dall'uomo. Grazie al particolare microclima del giardino crescono perfino piante tropicali come l’avocado e i banani. Il nome Ninfa deriva dal tempietto romano dedicato alle Ninfe Naiadi, divinità delle sorgenti, che si trovava nei pressi del giardino.

Nonostante l'abbondanza di acqua e la fertilità del terreno, la fortuna di Ninfa si consuma nell'arco di pochi secoli, tra l’VIII e il XIV. Il primo nucleo della città nasce nel 741, in seguito alla donazione dell’Imperatore bizantino Costantino V Copronimo a Papa Zaccaria. Prima di allora Ninfa era solo una tenuta agricola, ma la sua particolare posizione geografica, nei pressi della strada pedomontana, quando la via Appia era inaccessibile a causa dell’impaludamento, fece della cittadina una tappa obbligata per i traffici verso sud.
Ninfa si arricchì grazie ai pedaggi e sviluppò il suo centro abitato, strutturandosi sempre più come una città con un proprio peso economico e politico. Diverse famiglie si succedettero al governo di Ninfa. Tra queste i Conti di Tuscolo e i Frangipane, che fecero eleggere Papa Rolando Bandinelli, con il nome di Alessandro III, nella Chiesa di Santa Maria Maggiore a Ninfa. L'elezione del Papa fuori dalle mura di Roma scatenò l'ira dell’imperatore Federico Barbarossa che si vendicò con la distruzione di Ninfa.
La storia della città è però legata soprattutto alla potente famiglia Caetani e in particolare a Papa Bonifacio VIII, tra le figure più discusse della storia medievale. Durante il Grande Scisma del Trecento, che divise la cristianità tra i sostenitori di Papa Urbano VI e quelli dell’antipapa Clemente VII, eletto nel settembre 1378 dai cardinali francesi di Anagni in segno di protesta per l’elezione tumultuosa di Urbano VI, Ninfa fu saccheggiata e distrutta da Onorato Caetani, sostenitore di Clemente VII contro i Caetani di Ninfa.
La città non fu mai ricostruita e tutta l'area fu abbandonata anche a causa della malaria. Solo le chiese rimasero attive per tutto il XV secolo grazie all'intervento degli officianti dalle colline limitrofe. Sopravvivono ancora i ruderi di San Giovanni, San Biagio, San Pietro fuori le mura, San Salvatore e Santa Maria Maggiore. La nascita del ‘giardino delle delizie’ risale al XVI secolo, per volontà del cardinale Nicolò III Caetani. L'architetto Francesco da Volterra progettò un hortus conclusus, un giardino fiorito delimitato da mura con filari di alberi ornamentali e da frutto, aiuole, corsi d'acqua e fontane. Il giardino fu abbandonato con la morte del cardinal Caetani e ripristinato successivamente dal Duca Francesco IV, costretto però a lasciare Ninfa sempre a causa della malaria.
Definita nell’Ottocento 'Pompei del Medioevo’, Ninfa era ormai una città fantasma che ispirò diversi artisti e intellettuali in viaggio per il Gran Tour. Il giardino cosiddetto 'all'inglese", di ispirazione romantica, nasce invece alla fine dell'Ottocento, quando Ada Bootle Wilbraham, moglie di Onoraro Caetani, fece bonificare la palude per piantare nuovi alberi e fiori, restaurando inoltre il palazzo baronale che divenne casa di villeggiatura dei Caetani. Durante la Seconda Guerra Mondiale il giardino fu utilizzato come nascondiglio per le munizioni tedesche, grazie alla folta vegetazione.
Lelia Caetani e sua madre Marguerite curarono il giardino fino agli anni Settanta del Novecento, quando fu istituita la Fondazione Roffredo Caetani che ancora oggi tutela e valorizza questo locus amoenus, visitabile solo in gruppo e con la guida, in orari e giorni prestabiliti per preservarne al meglio l'equilibrio naturale.
Per informazioni sulle visite guidate consultate il sito: http://www.fondazionecaetani.org/

Giovanna Fazzuoli

19 aprile 2016

 

EDITORE

EURONET COMUNICAZIONE s.r.l. Con Amministratore Unico
65 PER RICOMINCIARE - Settimanale online di informazione
Autorizzazione Tribunale di Roma n° 88/2014 del 24/04/2014
Direttore Responsabile – Anita D'Asaro
Copyright © 2017 www.65perricominciare.it
Tutti i diritti riservati

CONTATTI

Viale B. Buozzi 102
00197 Roma (RM) Italia

+39.335.481816

This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

POWERED BY

Open Consulting