Flavio, Catherine e il gattino ferito

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Ogni giorno che passa scopro quante sono le persone che hanno a cuore il destino di tanti animali abbandonati. Qualche giorno fa ho letto sul Corriere della Sera un articolo sulla campagna che si è svolta in Russia contro l’abbandono dei cani. Manifesti di cani tenerissimi hanno invaso perfino le metropolitane. Una campagna di comunicazione così me la sarei aspettata magari dall’Inghilterra, paese dove gli animali sono rispettati e molto amati, ma non certo dalla Russia che, nell’immaginario collettivo certo non passa per un paese sensibile ai diritti delle minoranze umane, figuriamoci a quelli degli animali. E invece ho scoperto una grande sensibilità verso il problema dell’abbandono. A questo proposito vi voglio raccontare la storia di Flavio, Catherine e di un gattino randagio.

Come ogni mattina, quel giorno Catherine era scesa in garage e aveva acceso la macchina per andare in ufficio ma subito si era accorta che qualcosa non andava, era come se il motore si inceppasse. Dopo aver spento il motore, aveva aperto il cofano e aveva trovato un piccolissimo gattino tutto insanguinato che si era evidentemente infilato nella ventola del motore in cerca di un riparo per la notte. Il grido di aiuto di Catherine era stato subito raccolto da Flavio che, avvolto il gattino in una coperta, era corso dal veterinario. Ma il referto era stato scoraggiante: il gattino difficilmente avrebbe passato la notte nonostante le flebo e gli antibiotici.  Era proprio ridotto male: un orecchio e una zampa rotti, un occhio chiuso e insanguinato e tagli dappertutto.

E soffriva molto. Il veterinario disse che forse era meglio sopprimerlo ma Flavio volle dargli un’ultima chance. Il gattino dovette stare diversi giorni in terapia intensiva dove lo chiamarono Legolas come il noto personaggio del Signore degli Anelli,  poi Flavio lo portò da un chirurgo per una difficile operazione alla zampa rotta in più punti. La degenza fu lunga e costosa ma alla fin Catherine si portò il gattino a casa. Purtroppo però Catherine soffriva di asma e dopo diverse settimane di cure di cortisone dovette rinunciare a tenerlo e insieme a Flavio, decisero di darlo in adozione. Passò un certo tempo prima che Ive e Tony, una coppia di scozzesi, decise di prendersi quel gattino così malconcio. Lo hanno adottato e amato moltissimo e hanno anche scritto a Flavio una lettera immaginaria da parte del gattino per ringraziarlo di averlo salvato. Oggi il gattino ha un nuovo nome, si chiama Hector e anche un fratellino che si chiama Archie.

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