Le tasche della vita
L’olfatto è uno dei cinque sensi cui si pensa poco, a differenza degli altri, forse perché ce ne accorgiamo solo quando siamo investiti da odori molto sgradevoli o gradevoli, infatti, è un ottimo sensore che rileva ambienti salubri o tossici. L’olfatto appartiene all’immateriale, perché estrapola l’essenza da ciò con cui entriamo in contatto senza, a volte, averne coscienza. Particelle invisibili ci attraversano mentre camminiamo per le strade della vita, evocando sensazioni, ricordi ed emozioni, producendo esperienze sensoriali indefinite che però rimangono nella memoria. La pandemia, che l’Umanità sta attraversando, è caratterizzata da un virus che tra i sintomi con cui si manifesta c’è anche l’assenza dell’olfatto e del gusto. Molte persone hanno ancora difficoltà a recuperare completamente questi sensi compromessi dalla malattia e si devono esercitare per riconquistarli, seguendo il ricordo dell’odore o del sapore perduto come una strada da percorrere tra mille stimoli più o meno gradevoli.
Per ricordare un giorno piacevole, in genere, è sufficiente guardare una fotografia, ripensare alle persone con cui si è condiviso il momento o tornare nei luoghi evocativi dell’ evento significativo, ma per ritrovare un profumo, che non si trova in natura se non miscelato ad altri odori, ma, soprattutto, alle emozioni che sono sempre uniche e irripetibili, come si fa? I luoghi della memoria sono infiniti, spazi impalpabili che abitiamo ogni qual volta evochiamo un’immagine o un’esperienza vissuta, un flusso di ricordi difficile da districare per estrapolare quello specifico engramma mnemonico, cercato come se si frugasse nelle tasche della vita. Sicuramente più gli anni passano e più le tasche diventano profonde, al punto di far affiorare anche qualcosa di inaspettato. Proprio l’inaspettato fa temere la curiosità di frugare nelle profondità della psiche per timore di sofferenze antiche, ma è lì che non bisogna aver paura di andare, perché può essere un’occasione per riattivare percezioni olfattive che corredano un’emozione dove le tracce della vita vissuta possono ancora sorprendere.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta

