Poeticamente
“Poesia poesia sembra che non ci sia……” così recitava il testo della canzone Poesia di Riccardo Cocciante. Oggi, guardando intorno a sé, sembrerebbe che non ci sia poesia, non ci sia quella poiesis dei greci, che dal nulla creava e procreava. In realtà, la poesia si nasconde negli anfratti della psiche, perché annichilita dagli accadimenti mortiferi che producono frastuono e dissonanze. Come lasciare che la poesia torni a intridere l’aria di bellezza, di vita e di desiderio? Forse, semplicemente leggendo poesie, sfogliando pagine di versi che da millenni, in un linguaggio universale, traducono gli eventi umani con la lente dell’anima.
L’ombra e la luce creano contrasti che evidenziano i contorni di quanto accade dentro e fuori l’essere umano, per consentire la comprensione dell’incomprensibile, per dare un’immagine all’inimmaginabile. Proprio quando il buio cala sulle coscienze, è il momento di nutrire con creatività il corpo e l’anima, per non lasciare che il malessere depressivo apra varchi alla rinuncia e alla passività, senza intravedere via d’uscita. La poesia, però, continuando con il testo della canzone, “……poi ti prende la mano e ti porta lontano”, e noi ci lasciamo prendere.

