CAMMINARE AIUTA IL BUON UMORE

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Nel piano varato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2013 per ridurre le vittime di malattie legate agli stili di vita, una delle indicazioni principali è quella che tutti sopra i 18 anni, dovrebbero fare 150 minuti a settimana di esercizio moderato. Ma due editoriali pubblicati recentemente dal British Medical Journal sostengono che basta molto meno per non correre rischi. Soprattutto gli anziani – dice Phillip Starlings - dovrebbero avere un piano personalizzato di esercizi e trovare con il proprio medico soluzioni realistiche per aumentare l propria attività. Ma perché oggi tutti danno grande importanza all’esercizio fisico? Oltre agli evidenti benefici fisici, che cosa comporta fare movimento negli over 65? Ne parliamo con Sira Sebastianelli, psicologa.

L’essere umano è diventato sedentario, i mezzi di locomozione come la macchina, l’autobus o la metropolitana ce li abbiamo sotto casa e non camminiamo più. La sedentarietà è uno dei mali del nostro secolo. In età avanzata si torna a camminare perché consigliati dal medico, ma quello che inizia come un dovere poi scopriamo che diventa un piacere. Il primo motivo è che il movimento attiva le endorfine comunemente chiamate gli ormoni del benessere, che favoriscono una naturale dipendenza attivando un circolo virtuoso del tipo "io mi sento bene perché cammino e cammino così poi sto bene".
Si aggiunge a ciò un motivo psicologico: prima di tutto si esce di casa più volentieri e qui entriamo in un discorso legato alla socialità, nel senso che incontriamo più persone con cui parliamo e ci confrontiamo; se poi si condivide il cammino con un amico/a, diventa ancora più gratificante.
Normalmente le passeggiate avvengono di giorno, con il bel tempo e questo amplifica l’effetto di benessere perché il sole è un antidepressivo naturale, un attivante e uno stimolante che alleggerisce i toni scuri dell’umore che costellano la quotidianità a vantaggio del buon umore. Se camminassimo di notte, sotto la luna, non avremmo gli stessi benefici. Il sole, inoltre, sintetizza la vitamina D che è molto importante per non perdere massa ossea.
Ma camminare è anche un modo per alleggerire la tensione muscolare prodotta dall’ansia agendo come antagonista della rigidità.
Per quanto riguarda la frequenza e la durata delle passeggiate, va considerato che camminare deve essere un piacere e farlo controvoglia è controproducente e, se diventa una frustrazione, non vengono prodotti benefici. Va fatto quindi scoprendo i propri tempi e i propri ritmi biologici. L’imposizione si sposa male con la gratificazione dell’atto in sé.

Anita D'Asaro
5 maggio 2015

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