LA RAPINA
La luce di settembre avvolge le siepi del giardino, di una luce calda, piena di ombre. I cani scorrazzano felici per i vialetti, rincorrendo l’enorme, cinese, che si muove a fatica. Io sono sotto il portico, ancora pieno di fiori, e i gatti persiani si strusciano sornioni sulle mie gambe nude. Assaporo questo momento di quiete, in questa domenica mattina. Non c’è nessuno in casa, questa casa enorme, piena di stanze e di ombre. Generalmente durante la settimana c’è un via vai di gente che entra e che esce, giardinieri, operai. Oggi fortunatamente sono sola. Mi guardo intorno, questa casa tanto amata, ma oggi troppo grande. Sono nata qui, quasi novant’anni fa.







