Attualità

Riaprono i musei italiani.

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Ecco una bella notizia: dal 26 aprile riaprono i musei e i luoghi della cultura, naturalmente nel rispetto delle regole anti Covid. È stato il Presidente del Consiglio Mario Draghi a comunicarlo qualche giorno fa in una conferenza stampa insieme alle molte riaperture che riguardano diversi settori, dallo sport ai cinema, ai teatri e alla ristorazione. Tutto soltanto nelle regioni di colore giallo. Ogni museo ha pubblicato le regole che vanno seguite per la visita. Così per esempio sul sito dei Musei Vaticani troviamo l’obbligo della mascherina, la misurazione della temperatura all’ingresso, la distanza minima di un metro, la prenotazione obbligatoria con ingressi contingentati, gruppi composti massimo da 20 persone e l’esclusione delle visite la domenica. Ma in realtà tutte queste regole che sono un valido contributo contro la diffusione del Covid e una garanzia per chi effettua la visita, ci permetteranno anche di vedere i capolavori contenuti nei musei con più tranquillità senza fare la gincana in mezzo a sale sovraffollate come purtroppo è avvenuto negli ultimi anni soprattutto durante il week end.

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Uno sgarbo istituzionale grave.

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Tutti i giornali, le tv e il web hanno mostrato  quanto è accaduto in occasione della visita ufficiale della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio europeo Charles Michel a Erdogan presidente della Turchia. Sì, perché le sedie preparate per l’incontro erano soltanto due e ci si sono seduti Erdogan e Michel, lasciando la Von der Leyen relegata ad un divano laterale. Se Erdogan e il suo cerimoniale non hanno scuse, ancora più grave a me sembra la posizione del presidente Michel perché formalmente la carica di presidente della Commissione è superiore rispetto a quella del presidente del Consiglio. Senza dubbio non si sarebbe dovuto nemmeno sedere, lasciando il posto alla destra di Erdogan alla Von der Leyen. Incredibilmente non l’ha fatto! Chi crede nei valori europei in tema di parità di genere non si è sentito più rappresentato da chi li tradisce.  Da qui da più parti la richiesta di dimissioni.

Per quanto riguarda la Turchia di Erdogan, Il 22 marzo scorso il paese si è ritirato, sotto la pressione della parte più conservatrice del paese, dalla convenzione di Istambul il cui scopo è prevenire e combattere la violenza contro le donne sostenendo che danneggia i valori della famiglia tradizionale.Certo dal presidente della Turchia ci si può aspettare poco nei confronti della parità di genere. Ma dal presidente del Consiglio europeo un comportamento così profondamente maschilista è inaccettabile e ci fa capire quando sia difficile sradicare una mentalità che non riesce ad accettare la parità.

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Finalmente pensiamo agli anziani.

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Ho spesso scritto su queste pagine il mio disappunto per quella che Papa Francesco ha chiamato la cultura dello scarto per quanto riguarda gli anziani e, leggendo qualche giorno fa il bellissimo articolo di Antonio Scurati sul Corriere della Sera in cui descrive la fuga di Enea che porta sulle spalle il padre Anchise e tiene per mano il figlio Ascanio, ho scoperto quella che Scurati chiama “l’essenza dell’umano” cioè soccorrere i più deboli, i più fragili, gli anziani e anche i i nostri figli.  Lo scrittore sottolinea come noi umani siamo l’unica specie che si prende cura dei propri vecchi.  Quella immagine di Enea così magistralmente descritta da Scurati mi è rimasta negli occhi per giorni, confortata dalla ferma decisione del Presidente del Consiglio Draghi di procedere alle vaccinazioni contro il Covid 19 avendo come unico criterio l’età. Finalmente! Pensare a quella che io chiamo la strage degli anziani nelle RSA(le residenze a loro dedicate) che si è verificata in Italia non solo nella prima ondata dello scorso anno ma anche in questo 2021, mi riempie di rabbia e di tristezza. Abbiamo abbandonato i nostri anziani lasciandoli morire da soli senza nemmeno poter salutare i propri cari.È veramente inaccettabile. E i giornali continuano a riportare casi di anziani oltre gli ottanta anni ancora non vaccinati.È questa la sanità che abbiamo costruito in Italia in questi anni?

 

 

 

                                                                                                 

Una ricetta filippina

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Mia madre era toscana e la mia cucina si è sempre ispirata a quella tradizione. Per quanto riguarda il pollo, una delle carni bianche più consigliate dopo una certa età, l’ho sempre fatto in tegame con olio, aglio, salvia e un po’ peperoncino facendolo rosolare all’inizio  e poi coprendolo con il coperchio fino a cottura completata. Adesso ho imparato una nuova ricetta filippina molto gustosa e piacevole, si chiama Chicken adobe, eccola.

Il pollo si taglia a pezzi di media grandezza che vengono lavati e asciugati. In un tegame mettete abbondante salsa di soya, un po’ di aceto, pepe nero in grani, cinque spicchi d’aglio pressati e aggiungere un po’ d’acqua calda. Cuocervi ilpollo fino ad ebollizione aggiungendo e tre foglie di alloro e, se la trovate in qualche negozio specializzato, la salsa Adobe. Oppure la potete fare voi cercandola su internet. Volendo, si possono aggiungere delle patate tagliate a pezzi grandi.

A questo punto togliere l’aglio pressato e metterlo in una padella dove avrete riscaldato abbondante olio extravergine di oliva e, quando l’aglio scurisce,aggiungere il pollo e cuocerlo fino a quando diventa scuro. Aggiungere sale, pepe, un cucchiaino da te di zucchero di canna e la salsa fatta prima. Cuocere per altri 15 minuti circa. Per decorazione finale i filippini aggiungono piccoli pezzi di spring onion.

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Animali rivalutati.

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In questo triste periodo di chiusure e lockdown in cui tra le parole che si sentono poco troviamo

solidarietà, assistenza e amore, gli animali   vengono molto rivalutati. Loro, a differenza degli umani, sembrano conoscere il valore di quelle parole. Circola sulla rete il filmato di una gallina che accudisce e “cova” tre gattini che hanno perso la mamma. Ormaili ha adottati lei e quasi si infastidisceper la mano dell’agricoltore che li cerca in mezzo alle sue penne per mostrarli alla curiosità altrui. E cosa dire delle api addestrate a scovare le mine antiuomo in Bosnia? Già perché nei Balcani sembra che ce ne siano più di 150.00 da dissotterrare, eredità dei combattimenti degli anni ’90.  Ricercatori e scienziati bosniaci associando l’odore del tritolo a quello dello zucchero, hanno insegnato alle apiad individuare le mine evitando così nuovi terribili scoppi che spesso coinvolgono i bambini e fanno morire tanti cani addestrati allo stesso scopo che con il proprio peso le fanno scoppiare. Ma le api no, loro ci svolazzano sopra in cerca dello zucchero indicando così agli sminatori dove sono state nascostee salvando così tante vite.

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Il 29 marzo alle 12.30 dopo una forzata interruzione dovuta alla pandemia, riprendono per via telematica i simposi sulla chirurgia cardiaca dalla Mediterranea di Napoli, struttura ospedaliera di cui è presidente e direttore scientifico il prof. Luigi Chiariello. Questa sessione sarà dedicata all’evoluzione del trattamento dell’insufficienza mitralica.
Parliamo di un’area della cardiochirurgia in continua evoluzione: una chirurgia sempre meno invasiva, video assistita che  si confronta con tecniche di cardiologia interventistica in continuo progresso. La scelta terapeutica più appropriata diventa sempre più spesso il risultato di una valutazione comune dell’Heart Team.

Abbiamo chiesto al prof. Luigi Chiariello quando si può parlare di insufficienza mitralica, qual è l’età dei pazienti colpitie se è una patologia pericolosa. Ecco la sua risposta:

 

“La malattia della valvola mitralica nei paesi più sviluppati ha negli anni cambiato le sue caratteristiche cliniche. È’ ormai raro incontrare pazienti con la malattia reumatica della mitrale, con la valvola cioè deformata, calcifica e pressoché distrutta dal processo reumatico: l’infezione reumatica è ormai ben controllata dalla prevenzione e terapia. Sempre più frequente è invece l’incidenza della malattia degenerativa della mitrale che essendo spesso su predisposizione genetica, può manifestarsi anche in età relativamente giovane, ma è sempre più frequente che avvenga col passare degli anni. Nella malattia degenerativa il tessuto della valvola è lasso, spesso prolassante, l’anello è dilatato, tutte caratteristiche che portano all’incontinenza (“insufficienza”) dell’apparato valvolare.”

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